L’estero è ancora una meta molto ambita per il lavoro

L’estero è ancora una meta molto ambita per il lavoro

Il lavoro in Italia, si sa, manca ormai da un buon ventennio e quello che c’è, in ogni caso, non è esattamente il lavoro dei sogni.

Spesso si lavora con contratti assurdi, con orari assurdi, in condizioni di sicurezza assurde.

A volte – soprattutto se donne – bisogna firmare dimissioni in bianco al momento dell’assunzione (così, in caso di “problemi” come gravidanza o simili, si va a casa).

Altre volte, invece, si finisce col porta a porta, o in quei sistemi piramidali che tanto promettono, e danno solo a chi sta in cima.

Insomma, se non avete la fortuna di essere figli di *(banchieri, politicanti, super benestanti ecc), la vita può diventare davvero dura qui in Italia.

Quindi che fare? Se a 30anni ci si ritrova ancora a fare lavoretti saltuari, se non c’è nessuna possibilità di sviluppo, di successo, di farsi una casa, una famiglia… Che si fa?

beh, molti, inevitabilmente, decidono di “scappare via”…

Sì, esatto, dico scappare, ma non in senso negativo. Non li reputo “codardi”. In fondo, lo feci anch’io.

So bene che ci vuol coraggio per partire! Ma, a volte, diventa stupido rimanere e quindi l’unica soluzione sensata è proprio “scappare”.

Ci sono posti decisamente migliori, inutile negarlo. Posti dov’è possibile essere trattati dignitosamente, vivere dignitosamente, invecchiare in pace, e dignitosamente. Cosa che, purtroppo, in Italia non sempre succede.

Molti vanno in Germania. Leggi più corrette (meno “ad personam”), stipendi più corretti, welfare più corretto. Altri si spostano in Inghilterra, o in Danimarca. Paesi ben diversi dalla nostra Italia. C’è poi chi fa le cose in grande e va in Australia, o in America (il sogno Americano non muore mai)!

Possibilità di vita migliore per voi, e un futuro migliore per i vostri figli… Non male come idea, non vi pare?

Certo, mollare amici, strade dove si è cresciuti, “familiari” e parenti, non è facile… ma rimanere e “non esserci”, perché infelici, è certamente peggio, credetemi.

Io, ad esempio, “scappavo” ogni volta che potevo da quella che un tempo era “la mia terra” (Sicilia – Messina). Facevo le stagioni come cameriere alle Isole, o partivo al nord ogni volta che potevo. Andai anche in Lussemburgo (gran bel posto – per la prima volta mi resi conto di cosa volesse dire davvero “vivere in un posto Civile con la C maiuscola”). Oggi vivo in Emilia Romagna. Non è l’estero, ma va abbastanza bene ed ho casa, famiglia, ed opportunità. Non mi lamento. Certo, le origini rimarranno sempre lì in Sicilia, ma fu giusto lasciarla. Non aveva più niente da offrirmi.

C’è poi chi decide di uscire dai soliti schemi e andare in Kenya, Tanzania, Tibet, Thailandia, Bali, e posti così. Ci ho pensato tante volte, lo ammetto. Magari un posto isolatissimo con spiaggia, pace assoluta, relax e…. relax! Un paradiso. Niente più internet, né cellulari, né auto, né inutili finti bisogni che poi son solo consumismo. Solo io e la mia famiglia (pelosi compresi), ma avendo una figlia ho qualche riserva su una simile scelta. Scuola, sanità e rapporti sociali… Perché negarglieli?

In ogni caso, sono in molti, soprattutto gli over 40, ad abbandonare l’Italia.

C’è chi fatica mesi e mesi di viaggi impossibili per arrivarci. E chi, invece, a buon ragione, non vede l’ora di scapparci.

E non dimentichiamoci dei pensionati… Politici che prendono pensioni d’oro – qualche volta anche con un solo giorno in parlamento – e 70enni che non arrivano a 1000€ dopo 40anni di contributi versati. Se questa è “onestà”…

Ecco che quindi con quelle poche centinaia di € possono fare una pensione dignitosa all’estero! Filippine, Africa, Thailandia, Albania! Posti dove l’economia è decisamente più povera e anche 500€ potrebbero dare un tenore di vita di tutto rispetto.

Non male come idea, non vi pare? Qui non si arriva a fine mese con 500€…

Insomma, cari lettori, di motivi per lasciare l’Italia, ahimè, ce ne sono molti e continuano ad aumentare di anno in anno. Ve lo dico da amico. Ve lo dico da uno che l’esperienza sul campo se l’è fatta eccome. Ve lo dico sinceramente… Se non avete relazioni indissolubili, se non avete un lavoro fisso, se i vostri genitori “possono fare a meno di voi” (detta così è brutta, ma è così)… Allora, davvero, pensateci! Non dico di prendere i bagagli e andare dove porta il vento. Ma, almeno, pensateci. Non domani, non il prossimo anno. Poi il tempo passa e vi sentirete troppo grandi per farlo. Iniziate a cercare sul web. Ci sono decine di siti che possono aiutarvi e indirizzarvi sulle mete migliori, su come partire, su dove alloggiare. All’inizio un ostello della gioventù, o di quelli religiosi, o una stanza in affitto in una casa in comune… andrà già bene! Come lavoro si può puntare ai ristoranti. Un lavapiatti, ad esempio, può sempre servire. Poi, appena inseriti, si inizierà a girare e a cercare altro, ok, ma all’inizio la gavetta tocca farla anche e soprattutto all’estero.

Qualche link da dove poter partire per cercare info: http://www.italiansonline.net/ + http://www.viviallestero.com/

Per l’Australia: http://www.justaustralia.it/

Londra: http://www.sognandolondra.com/it/

… E di siti come questi ce ne sono davvero tantissimi!

Basta cercare, informarsi, crearsi l’idea di dove; cosa; come e quando, decidersi e “farsi coraggio” 😉

Se avete dubbi, volete consigli, desiderate raccontare la vostra esperienza, commentate pure 🙂

NB: un Siciliano che ha viaggiato, vissuto all’estero, fatto tanti lavori e che adesso vive al Nord Italia 😛




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