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YouTube e Chrome: CPU al 100% su linux debian

Recentemente ho deciso che era giunto il tempo di risolvere un fastidioso problema con la mia installazione debian testing xfce 64bit (buster).

Mi riferisco ad un fastidioso picco della cpu praticamente costante oltre il 90% (spesso fisso al 100%) con conseguente rallentamento dell’intero sistema e quindi inevitabile “scattosità” dei video su youtube in alta risoluzione (eg, trailer, e simili) – soprattutto a schermo intero.

Per risolvere le stavo provando tutte, ma niente riusciva a sistemare questa situazione decisamente antipatica.

 

Stavo persino pensando di cambiare scheda video con un’altra che ho in casa (e che vendo dato che non la utilizzo):

 

Ma i problemi mi piace risolverli, non montare schede video inferiori sperando che driver diversi diano risultati migliori, e quindi ho voluto indagare di più…

 

Così ho aperto una discussione su facebook: https://www.facebook.com/groups/debianitalia/permalink/10155023114318163/

Dove, come potete leggere, si consigliava di passare al kernel rt (realtime, bassa latenza), ma questo non è disponibile su testing e quindi… niente, pazienza!

 

Poi si è passato a xorg:

Section "Device"
Identifier "Radeon"
Driver "radeon"
Option "AccelMethod" "glamor"
Option "DRI" "3"
Option "TearFree" "on"
Option "ColorTiling" "on"
Option "ColorTiling2D" "on"
EndSection

Ma anche qui, purtroppo, non ho ottenuto grandi risultati (la cpu era comunque alta – infatti scattava comunque).

 

Infine qualcuno ha tirato in ballo chromium… e dunque ho provato e… “tutto ok! andava alla grande” 😀

 

Ho dunque scoperto che il problema sembra dipendere da quanto segnalato qui:

Since the introduction of VP9, youtube videos are now mostly streamed in VP9, requiring a lot of CPU computing to decode and killing my battery. In safari, which is not compatible VP9, videos are streamed in h.264 and the CPU load is very low due to hardware acceleration for this format.

https://superuser.com/questions/820144/chrome-force-youtube-to-play-video-in-h-264-instead-of-webm-vp9

Insomma, l’introduzione del formato VP9 causa problemi di cpu (almeno a me e a qualcun altro) e quindi bisogna trovare qualche browser non compatibile con VP9 per evitare il problema.

 

Ora, VP9, in teoria, dovrebbe essere presente su chromium, ma andando su: https://www.youtube.com/html5

otteniamo questo:

YouTube chrome_vs_chromium
chrome a sx, chromium a dx

 

Così il video viene “servito” in h.264 o altri formati (validissimi, ma che non causano il problema della cpu al 100%).

Da test fatti, pertanto, se avete il problema della cpu alta con i video di youtube su chrome con linux, potete provare a passare a chromium e vedere se risolvete (io ho risolto).

 

Un’altra alternativa è l’estensione: https://chrome.google.com/webstore/detail/h264ify/aleakchihdccplidncghkekgioiakgal

Risultato dopo l’installazione dell’estensione:

YouTube + h264ify


Per maggiori info su “le differenze tra chrome e chromium”:

The Difference between Google Chrome and Chromium on Linux

Chromium on Linux has two general flavors: You can either get Google Chrome or chromium-browser (see Linux Chromium Packages. This page tries to describe the differences between the two.

In short, Google Chrome is the Chromium open source project built, packaged, and distributed by Google. This table lists what Google adds to the Google Chrome builds on Linux.

Google Chrome

  • Colorful logo
  • Reports crashes only if turned on. Please include symbolized backtraces in bug reports if you don’t have crash reporting turned on.
  • User metrics only if turned on
  • Video and Audio codecs (may vary by distro)
    • AAC, H.264, MP3, Opus, Theora, Vorbis, VP8, VP9, and WAV
  • Sandboxed PPAPI (non-free) Flash plugin included in release
  • Code is tested by Chrome developers
  • Sandbox is always on
  • Single deb/rpm package
  • Profile is kept in ~/.config/google-chrome
  • Cache is kept in ~/.cache/google-chrome
  • New releases are tested before being sent to users
  • Google API keys are added by Google

Chromium

https://chromium.googlesource.com/chromium/src/+/master/docs/chromium_browser_vs_google_chrome.md

 

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Tentativo di truffa su Subito.it

Premessa: non è colpa di #subito.it se esistono le #truffe i #truffatori, e non credo sia possibile per loro fermare o controllare/limitare il fenomeno.

Non è nemmeno colpa nostra se, purtroppo, veniamo #truffati! Quindi, se vi è successo, e ci state male, parlatene e fatevi aiutare da una persona amica o da un professionista.

Il problema sono loro, non voi. Ricordatevelo 🙂

Voi, o meglio, noi – tutti insieme – possiamo però aiutarci informandoci affinché questi tizi qui abbiano la vita almeno un po’ più difficile, siete d’accordo?

 

Allora leggete, e condividete questo articolo! …

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Facebook: importanti novità per i gestori delle pagine

News dal mondo del social network di Mark Zuckerberg

Sembra proprio, infatti, che Facebook, gradualmente, non darà più visibilità ai contenuti / alle pagine di bassa qualità.

Quindi, da quanto si legge dalla news (in inglese)*, sembra che i criteri principali siano:

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Directory: Dmoz chiude, L’AltroWeb continua a crescere

E mentre dmoz – purtroppo – chiude i battenti, la nostra directory continua a crescere e migliorare con nuove funzionalità, bugfix, aggiornamenti 🙂

In questo istante, infatti, dopo aver approvato gli ultimi inserimenti, abbiamo ben 280 link nel database (ben divisi per categoria e con tutte le info utili).

Giusto oggi ho aggiunto nuovi campi nel form di inserimento ovvero: IVA e Social (facebook, twitter, google+).

 

Ricordo che se non avete un’immagine di anteprima a disposizione… beh, potete benissimo usare il generatore: Thumb Generator

Directory thumb!
directory thumbgen


Desideri inserire il tuo link ma

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Cloudbleed: Di cosa si tratta e come reagire?

Cloudflare, lo sappiamo tutti, è sempre stato sinonimo di: sicurezza; efficienza; stabilità; qualità! … Ma questa volta, invece, il problema “sicurezza” è nato proprio da (a causa di) #Cloudflare ed ha causato un vero e proprio allarme sull’intero web. Stiamo parlando di: Cloudbleed.

Giusto in poche righe, la vulnerabilità – scoperta da Tavis Ormandy (ricercatore alle dipendenze di #Google) – è stata battezzata #Cloudbleed perché ricorda un po’ la “vecchia” e ben nota Heartbleed e sembra sia stata presente dal 22 Settembre 2016 fino al 18 Febbraio 2017 (ma venuta a galla solo negli ultimi giorni e prontamente affrontata da Cloudflare e i vari motori di ricerca). Cosa centrano i motori di ricerca? Il problema è proprio che determinate informazioni “riservate” venivano accidentalmente conservate, causa errata gestione di Cloudflare, nella cache dei motori di ricerca (con tutti i rischi che ne possono derivare). Si parla di messaggi privati; intere chat; password …. anche su siti di incontri (vi immaginate?)!