Canone RAI in bolletta: c’è il via libera del Consiglio di Stato

Canone RAI in bolletta: c’è il via libera del Consiglio di Stato

Dopo aver bocciato alcune parti del provvedimento due settimane fa, il Consiglio di Stato ha dato il suo ok definitivo alle nuove norme che regolano il pagamento del Canone RAI in bolletta al fine di ridurre a zero l’evasione della tassa (nel 2015 l’evasione è stata del 27%).

Il via libera dato dal Consiglio di Stato si accompagna però ad una serie di indicazioni che mettono in evidenza i punti oscuri della legge. I giudici, infatti, riportano come la “formulazione delle disposizioni sia eccessivamente tecnica” e “di non facile comprensione per i non addetti al settore”. Per chiarirne al massimo l’interpretazione quindi servirà “una circolare dell’Agenzia delle Entrate, alla quale sarà data ampia pubblicità”.

I contribuenti saranno chiamati al pagamento del Canone RAI nella bolletta dell’elettricità per un totale di 100 Euro all’anno suddivisi in 10 mensilità da corrispondere da gennaio ad ottobre. Solo per quest’anno, il primo addebito del canone in bolletta è fissato per il mese di luglio. Dal 2017, invece, la procedura entrerà completamente a regime e, a meno di cambiamenti in corsa, la normativa sarà applicata in modo completo.

Il Consiglio di Stato specifica, inoltre, che la norma non dà una precisa definizione di “apparecchio televisivo”. Ogni famiglia anagrafica, indipendentemente dal numero di componenti e di abitazioni possedute, è tenuta al pagamento del Canone RAI per un singolo apparecchio. Per famiglia anagrafica si intende “insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso Comune”

I giudici sottolineano come la norma “non ha dato una puntuale definizione di apparecchio televisivo la cui detenzione comporta il pagamento del canone”. I dispositivi di telefonia mobile come gli smartphone e i tablet non rientrano nella definizione di apparecchio televisivo che non è sufficientemente precisa e non tiene conto della possibile obsolescenza di alcuni dispositivi. Per l’Aduc ed il Codacons “Rimane il caos”.

Per chiarire alcuni aspetti del provvedimento, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul suo sito una serie di FAQ che provano a far luce sugli elementi più oscuri della legge. Per prima cosa, il contribuente titolare di più utenze di tipo domestico residenziale pagherà il canone soltanto una volta.

Discorso analogo per le coppie di fatto che trasmettono all’Anagrafe un’apposita dichiarazione di esistenza del vincolo affettivo. Anche i residenti all’estero, proprietari di abitazioni con apparecchi TV, sono tenuti al pagamento del Canone RAI in bolletta. In caso di attivazione di nuove utenze, l’esonero dal pagamento del Canone, in caso di non possesso di apparecchi TV, può avvenire solo in caso di presentazione della domanda entro il mese successivo dall’attivazione.

In ogni caso, la dichiarazione di non detenzione di apparecchi televisivi andrà presentata ogni anno (dal 1° luglio al 31 gennaio dell’anno successivo) al fine di ottenere l’esenzione completa dal pagamento del Canone RAI. Nel caso di presentazione della dichiarazioni tra il 1° febbraio ed il 30 giugno, il contribuente sarà esentato dal pagamento del Canone RAI soltanto per il secondo semestre dell’anno e, quindi, sarà tenuto al pagamento delle mensilità comprese tra gennaio e giugno in bolletta.

Fonte: sostariffe.it/news/il-via-libera-del-consiglio-di-stato-per-il-canone-rai-in-bolletta-232736/


Insomma, come sempre, ci provano in tutti i modi!

Cosa fare, ad esempio, se si ha una smartTv non collegata all’antenna (e usata dunque solo come schermo per internet/pc)? Viene considerata come una qualunque tv e quindi devi pagare, oppure è considerata un apparecchio non televisivo (al pari di un tablet, un pc, uno smartphone), e quindi spetta l’esenzione? Perché in Italia dev’essere sempre tutto così complicato? Tanto, alla fine, chi vorrà evadere farà la dichiarazione e dirà che non ha la tv (e nessuno potrà dimostrare il contrario)! Lo stato italiano, con questa novità, spera nella pigrizia dell’italiano medio: pago piuttosto che andare a fare l’autocertificazione ogni anno… Come sempre, nella speranza di far cassa, cambia tutto per non cambiare niente (se non rendere ancor più complicate le cose).

Questa la mia personalissima e opinabilissima opinione.




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