43 anni di isolamento per un crimine mai ammesso!

43 anni di isolamento per un crimine mai ammesso!

Oggi tutti parlano di “Eco”: un uomo che ha fatto tanto nella cultura italiana, ok, ma anche un uomo capace di dire:

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».

Insomma, mi ricorda tanto il Berlusconi che diceva:

«il paese che non voglio è quello dei Bertinotti e dei Diliberto che pensano che il fine di un governo sia ridistribuire il reddito, aumentare le tasse, rendere uguale il figlio del professionista al figlio dell’operaio»

Evidentemente, entrambi, dimenticano che la costituzione cita:

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese»

Pertanto, io non voglio parlare di Eco! Perdonatemi. Con questa premessa, personalmente, lo sto facendo sin troppo. In fondo, pace all’anima sua, ormai è morto e scrivere di lui su ogni pagina del web non servirà a molto. Forse meglio parlare di chi è vivo, non trovate?

Dunque, personalmente, anziché parlare di Eco, io parlerò di un uomo che per ben 43anni è stato rinchiuso per ben 23 ore al giorno in isolamento. Con una sola ora di aria in spazio recintato e comunque “solo” e “ammanettato”.

Come non si raggiunga la pazzia totale con un simile trattamento, io non riesco a spiegarmelo.

La forza che deve aver avuto quest’uomo, lo ammetto, mi fa paura.

pantera_nera1

Stiamo parlando di Albert Woodfox, afroamericano, ex membro delle “Pantere Nere”, in carcere per rapina a mano armata, condannato, in seguito, anche per l’omicidio di Brent Miller (una guardia carceraria di Angola, Louisiana – omicidio avvenuto nel 1972). Crimine, però, per il quale si è “sempre” dichiarato innocente.

Suppongo che non si saprà mai la verità… Ma, a mio modestissimo parere, togliere 43 anni di vita ad un uomo, rimane un crimine grande almeno quanto l’omicidio stesso. Questo, infatti, è un record nella storia giudiziaria americana!

… E se domani si scoprisse che, in realtà, lui davvero non avesse mai avuto a che fare con tale crimine? Chi gli potrebbe mai restituire 43 anni di vita? 😐

In ogni caso, che sia stato lui oppure no, io gli porgo il mio pensiero. Quarantatré anni di isolamento sono troppi. Qualunque crimine un uomo possa commettere, 43 anni in isolamento sono troppi.

Capisco anche il carcere a vita in determinate circostanze, ma non l’isolamento.

Questa la mia modestissima opinione.




Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.